Credito d'Imposta e Transizione 4.0

La legge di bilancio 2020 ha introdotto una nuova disciplina del credito d’imposta per le attività innovative: uno specifico credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo, transizione ecologica, innovazione tecnologica 4.0 e in altre attività innovative.
Per la fruizione dell’agevolazione è richiesta un’apposita comunicazione al MISE, al quale è demandata l’individuazione delle modalità e dei termini di invio della stessa.
Il credito d’imposta spetta alle imprese residenti in Italia, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, a prescindere dalla forma giuridica, dal settore di appartenenza, dalla dimensione e dal regime di determinazione del reddito adottato. Non sono ammesse le imprese in liquidazione, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o altra procedura concorsuale o destinatarie di sanzioni interdittive. La spettanza dell’agevolazione in esame è subordinata al rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali dei lavoratori.

  • I costi agevolabili
  • Le spese del personale titolare di rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo o altro rapporto diverso dal lavoro subordinato, compresi gli amministratori, entro determinati limiti;
  • Le commesse di ricerca attribuite ad università, enti di ricerca, altre imprese ed anche a liberi professionisti nel caso di attività di design e ideazione estetica;
  • Le quota parte dell’ammortamento di privative industriali se esclusivamente utilizzate in attività di ricerca e sviluppo;
  • I costi di consulenza connessi a tali attività;
  • La quota parte dell’ammortamento di strumenti, attrezzature e software per il periodo di utilizzo nei progetti;
  • I materiali utilizzati per prove o nella realizzazione di prototipi.

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